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mercoledì 25 ottobre 2017

Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza




Racconto per ragazzi di Luis Sepúlveda, ancora più famoso in Italia per "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare", uno dei libri più letti negli ultimi anni.
Con la classe IV A della Scuola Tomaselli, in seno all'iniziativa Libriamoci". parleremo del racconto :" Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza". 
Lo scrittore lo dedicò ai suoi nipoti, che gli avevano posto la fatidica domanda: " Perché è così lenta la lumaca?"
Credo che in sintesi abbia voluto dedicarlo a tutti i bambini "curiosi"😉




Il calicanto

La bocca di leone




Attività preparatorie...

Dopo la lettura del terzo capitolo, costruiremo insieme un segnalibro.



Eccoci: il momento della lettura!



I bambini ascoltano attenti ed interessati, mostrando grande desiderio di conoscere le avventure della protagonista.


Il momento dell'attività: si incolla e si colora con accuratezza e precisione.





Lavoro finito!👏🏻👏🏻👏🏻




È stato un bel momento, qualcuno pensava anche che il capitolo non fosse finito: buon segno! 😉 Quando il tempo vola, vuol dire che l'attività è stata gradevole!
Grazie bambini per la vostra partecipazione e grazie maestra Giusi per avermi coinvolto! 😊












giovedì 19 ottobre 2017

A proposito di Libriamoci, vi consiglio Cipì

In ottobre, tra il 23 e il 28, parte il progetto "Libriamoci: giornate di lettura nelle scuole". Continuerà durante tutto l'anno scolastico per concludersi in maggio, con la manifestazione finale "Il maggio dei libri"
Vi propongo la lettura del libro di Mario Lodi "Cipì" adatto a piccoli scolari di seconda classe.
Ho preparato un apparato didattico: una scheda per ogni capitolo.
Ciascun bambino costruirà il suo quaderno.
Noi lo realizzammo utilizzando un quadernone dove incollare le schede in fotocopia, ogni bambino rispondendo alle domande, di fatto svolgeva un riassunto del capitolo ed infine lo illustrava in modo personale. Un successo!
Buon lavoro!














































venerdì 26 maggio 2017

Abbiamo ricevuto un regalo!

La mamma di Laura, la signora Valentina Romano Bentivegna, ci ha fatto un regalo: il nostro lavoro della fine dell'anno quando eravamo in terza! Le avventure di Pokonaso. La ringrazio moltissimo e creò il collegamento qui nel nostro blog, che contiene tutti i nostri lavori di questo quinquennio!
https://youtu.be/EiFVCEs6g0c

sabato 24 marzo 2012

Il racconto storico

Questi racconti "storici" in realtà sono inventati da noi; quindi è lo stile che è storico e non il contenuto.
           Lucio Marco Giulio compie un impresa
Ai tempi dell’antica Roma, uno dei consoli era Lucio Marco Giulio, era inoltre un ricco patrizio che possedeva Domus bellissime e una quantità di vaste terre coltivabili, ma era famoso perché fu lui il primo in assoluto a costruire l’unico ponte sul Tevere.
Ma quel ponte non era stato costruito con tronchi di alberi e altri materiali grezzi, il suo ponte era speciale.
Era costruito con il marmo, che allora era molto pregiato, ed era stato decorato ai lati con disegni geometrici e animali, in particolare sul lato destro c’erano delle piccole sculture di uccellini e farfalline poi successivamente anche su quello sinistro. Queste piccole sculture erano tenute in piedi da una colonna orizzontale che a sua volta era tenuta da delle colonnine verticali e dentro lo spazio che rimaneva tra una colonnina e l’altra c’erano delle aiuole piccole che contenevano un fiore ciascuno, e questi erano tutti di diverso colore e formavano tipo un arcobaleno e inoltre erano molto profumati; nel pavimento di questo ponte c’erano alcuni disegni geometrici ricalcati sul marmo, di colore bianco che spiccava sul grigio-scuro del marmo.
Questo ponte poteva essere attraversato da chiunque volesse arrivare sull’altra sponda del Tevere.
Per costruirlo c’erano voluti circa 12 anni, ma ne era valsa la pena perché era bellissimo ed era apprezzato da tutti.
Lucio Marco Giulio per questa impresa spese un' elevata somma di denaro.
Dopo circa 20 anni dalla costruzione del ponte Lucio Marco Giulio morì e la sera durante il suo funerale il ponte crollò improvvisamente infatti si dice che la sua anima era legata al suo ponte e in seguito non fu più ricostruito.
Anna Cancelliere

Una storica giornata per Marcello
Marcello era un plebeo, aveva quindici anni e viveva con suo fratello di ventiquattro anni perché i suoi genitori erano morti. Loro vivevano in collina. Lui non era tanto ricco e non si poteva permettere abiti lussuosi quindi indossava, come tutti i plebei, una tunica e dei sandali. Mangiava di solito ortaggi, pane, pesce…Il fratello era pescatore e Marcello lo aiutava sempre. Lui di pomeriggio si recava sempre in una piazzetta e lì incontrava sempre i suoi amici e amiche. Un giorno decisero di andare a vedere al Colosseo un gladiatore e una belva feroce. Loro non pagarono perché Cesare Ottaviano Augusto aveva fatto accesso all’Arena ”GRATIS”al popolo. Anche ai Fori Imperiali c’era molta animazione perché i partecipanti stavano giocando ai dadi. L’imperatore si trovava pure ai Fori Imperiali dietro a Marcello. Aveva un aspetto fisico: alto, imponente e “imperiale”. Lui indossava un’armatura d’oro ed’argento. Era molto gentile con tutti ma appena gli facevano uno sgarbo diventava severissimo e rigido. Il ragazzino fece a un suo amico una domanda poi però non vide dietro l’ Imperatore, si alzò di scatto e gli diede una gomitata, allora cominciò a scusarsi e l’Imperatore gli chiese come si chiamava e gli pose altre domande. Contrariamente a quello che si diceva, fu gentilissimo col ragazzino. Marcello era molto eccitato di poter parlare con l’Imperatore e, tornato a casa, raccontò tutto al fratello ed ai suoi altri amici. Felice si mise a dormire. Questa avventura non la dimenticò più.
Roberta Rizzuto


Lucio Marco Giulio compì un’impresa
Una bambina di nome Giulietta, di 10 anni di solito andava nel campo davanti casa sua a raccogliere frutti e ortaggi, in compagnia della mamma.
Ma quel giorno Giulietta dopo pranzo fece una passeggiata per Roma, la città in cui viveva, passò da un luogo dove degli uomini stavano eseguendo lavori stradali si avvicinò, inciampò e cadde in una buca lungo la strada e nessuno le seppe dare aiuto. Da lì passava Lucio Marco Giulio, uomo patrizio che faceva parte di una importante famiglia romana. Era un uomo molto forte e coraggioso, dai capelli castano scuro e di un’ età di circa 25 anni. Quando sentì le grida di Giulietta si avvicinò alla buca e vide la bambina in difficoltà. Si ricordò di avere una corda con sè, la prese e la tirò a Giulietta nella buca. Lucio tirò, tirò e Giulietta uscì dalla buca tutta sporca, impolverata e graffiata. Senza esitare Lucio la portò dalla sua mamma che attendeva il suo ritorno da tempo.
Rendendosi conto della situazione di Giulietta e sua madre, le regalò delle monete d’oro che permisero alla bambina e alla madre di vivere un anno intero.
Alice Bianco


                                    Marcello vince la sua timidezza
 Marcello, era un ragazzo di 25 anni e viveva con sua madre, suo padre e suo fratello in una casa ad un piano un po’ rotta e malridotta.
Marcello indossava una tunica e come scarpe una specie di sandali  e solitamente mangiava la carne, il pane e la frutta. Al mattino le attività che svolgeva erano andare a lavorare nei campi con suo padre che era contadino. Al pomeriggio spesso si recava al Colosseo a vedere degli spettacoli con il suo amico che incontrava ogni giorno. Loro  decidevano di andarci perché lì c’era l’imperatore  Cesare Ottaviano Augusto, che poi faceva il suo discorso. L’imperatore  sedeva su una poltrona rossa, aveva un aspetto muscoloso e importante. Indossava un’armatura d’oro  e si comportava da vero imperatore. Appena finito l’incontro, l’imperatore parlava e commentava questo evento insieme a tutti gli altri che partecipavano soddisfatti, anche Marcello voleva esprimere  le sue opinioni ma non ci riusciva perché aveva timore di parlare. Marcello poi pensò che non c’era nulla di cui  aver paura perché  anche lui era una persona  come tutti gli altri, forse solo  un po’ più povero e meno importante degli altri, così decise di parlare e l’imperatore lo ascoltò volentieri. Marcello allora si sentì molto  orgoglioso perché poteva raccontare alla sua famiglia e ai suoi amici che anche lui  romano povero e umile aveva avuto modo di parlare con Cesare Ottaviano Augusto l’imperatore.
 Gabriele Mazzamuto


                                                
Lucio Marco Giulio compie un impresa

Lucio Marco Giulio aveva 22 anni, era biondo, aveva gli occhi blu, era alto 1.79, indossava una tunica rossa e i sandali di cuoio. Lucio era un comandante romano, ma poi fu cacciato perché durante una guerra aveva causato la sconfitta. Lucio non condivise l’essere escluso e andò dall’imperatore, ma questi disse di non poter fare niente. Allora Lucio se ne tornò a casa dispiaciuto, raccontando tutto alla moglie. I soldati andarono di nuovo in guerra. Alcuni nemici, sapendo che Roma era senza protezione, l’attaccarono all’improvviso di notte. Siccome Lucio, trascorreva le notti non dormendo per la rabbia, fu l’unico che si accorse dell’attacco nemico. Riarmandosi di spada e scudo corse incontro ai nemici che, presi alla sprovvista, scapparono. Nel mentre l’esercito romano rientrato al campo si accorse di ciò che era accaduto. Tutti furono così riconoscenti verso Lucio Marco Giulio che gli diedero una medaglia e lo fecero rientrare a capo dell’esercito.
FEDERICA PATTI
                                                              


sabato 25 febbraio 2012

Il racconto giallo: Una villa-una collana-un furto...

Un furto a Palermo
In una villa privata  sul mare di Palermo, viveva una donna molto ricca che aveva tanti gioielli,  ma fra quelli più importanti c'era una collana di diamanti con un valore inestimabile, lei conservava la collana in una cassaforte d'acciaio La donna di nome Laura era rimasta vedova e i suoi due figli erano partiti per lavoro all'estero. Laura spesso usciva con un uomo, Victor Le Blank. Un giorno doveva uscire con Victor,quando arrivò al ristorante,vide Victor seduto ad un tavolo e lo raggiunse e iniziarono a parlare. Mentre Laura era in bagno, Victor mise nel bicchiere di Laura un sonnifero molto potente. Appena Laura tornò al tavolo Victor propose di brindare e Laura appena bevve, cadde subito a terra e Victor frugò nella sua borsa e trovò le chiavi di casa e il bigliettino su cui c'era scritto la combinazione della cassaforte. Per non fare insospettire nessuno disse al proprietario del locale che Laura si era addormentata per la troppa stanchezza. Andò a casa di Laura e con il bigliettino e i guanti aprì la cassaforte, prese la collana e scappò. Laura appena si svegliò e tornò a casa notò che la collana era sparita e allora chiamò la polizia e ad occuparsi  del caso fu il commissario Francesco Casseri.Il commissario chiese alla donna cosa aveva fatto la sera del furto e gli disse
che era uscita fuori per andare in un ristorante con Victor Le Blank e poi disse che non si ricordava più niente. Ispezionando la cassaforte, il commissario trovò una ciocca di capelli e facendoli esaminare scoprì che il colpevole era proprioVictor  Le Blank. Allora lo arrestò e la collana tornò alla donna.
Armando Alletto



                                   Furto della collana "Gold Silver Marble"
Il 26 agosto 2012 è avvenuto uno dei più grandi furti al mondo. La signora Jonas era una delle donne più ricche d’Inghilterra e viveva in una splendida villa. Era una tipa anziana e un po’ rimbambita, però era l’unica donna al mondo che possedeva la collana Gold Silver Marble, quella collana era un qualcosa di meraviglioso, era fatta di oro,argento e marmo pregiato mischiati, provenienti da Arezzo e Massa-Carrara, due città Italiane e inoltre con le pietre di Oriente e aveva il valore di ben 100.000.000.000  dollari.
Era un oggetto inestimabile ed era protetta, all’interno della villa, con piùdi 100 allarmi e sistemi di sicurezza. Ma quel 26 agosto mentre la signora Jonas era alla festa di compleanno del presidente, avvenne la tragedia: Uno dei ladri delle bande più ricercate riuscì a rubare la collana, non si sa come fece e tutt’ora è una domanda che si pongono tutti: Quel misero ladro come fece a disattivare i 100 allarmi, che avevano tutti codici diversi ?
Appena tornata a casa la signora Jonas andò ad ammirare la sua splendida collana, ma fu lì che si accorse che era scomparsa e alla povera signora Jonas venne un infarto e morì, ma iniziarono le indagini: Chi era stato a rubare la collana ? Due anni dopo le indagini, in Russia presero un ladro che aveva rubato un anello prezioso ad un anziana signora russa e nella borsa gli trovarono una preziosa collana che in Russia non si era mai vista. La polizia la riconobbe e il caso fu risolto e il ladro un certo Herry Roberts fu condannato a 20 anni in Inghilterra e ad altri 25 in Russia.
Anna Cancelliere


 
Le indagini dell'ispettore Stanly
 La mattina del 27 luglio Angela Parkinson si accorse che la sua preziosissima collana d’oro era scomparsa. La ricca imprenditrice si affrettò a chiamare l’ispettore Stanly,  che avviò subito le indagini e scoprì subito i nemici della signora che erano: Jack Ronsonn imprenditore a cui aveva soffiato un affare da 6 milioni di dollari, il nipote Roy odiato dalla zia per la sua volgarità e per il suo teppismo e Bill Shamp vecchio fidanzato in collera con la signora per non averlo sposato. I poliziotti perquisirono le case di Jack e Bill, non trovando niente; invece cercando nella casa di Roy trovarono una sfera d’oro appartenente alla collana. Il nipote si difese dicendo che era stato in un locale con gli amici e loro dissero che era stato con loro. I poliziotti così lo scagionarono. L' ispettore era in alto mare. il valore della collana era di quasi 3 milioni di dollari e doveva svelare questo mistero, quindi tornò alla villa per cercare altri indizi. Trovò la finestra, che già aveva visto, ma vide pure un manganello sotto l’armadio e lo mandò ai R.I.S. per trovare le impronte digitali . I risultati dissero che le impronte erano del sig. Ronsonn che fu arrestato. L’indomani trovarono la refurtiva in una giara nella casa del sig. Ronsonn. Un altro caso risolto per l’ispettore Stanly.
Manfredi Mavaro  
La famiglia Robbinson
La famiglia Robbinson aveva una villa ed era una famiglia molto ricca. Un giorno per un week-end i Robbinson dovevano andare sulla neve, così prepararono le valigie. All'improvviso sentirono un rumore, ma pensarono che fosse il vento che aveva chiuso la porta e andarono a mettere le valigie nella macchina e partirono per andare a trascorrerer il week-end in montagna. Al loro ritorno trovarono la villa completamente svaligiata. Mancavano soldi, gioielli, televisori, giochi elettronici e tante altre cose.
Decisero allora di chiamare l'investigatore più bravo della città che si chiamava Marco Luiz, egli investigò sul caso, esaminò la villa e fece molte domande. Chiese alla famiglia Robbinson a che ora erano partiti e loro risposero, che erano le tre del pomeriggio. L'investigatore capì tutto, perchè proprio quel giorno alle 14,30 era scappato dalla prigione il più grande ladro della città. Mentre fuggiva il ladro, sicuramente aveva visto la porta della villa aperta e, siccome aveva capito che la famiglia era in partenza, entrò, aspettò che tutti partissero, prese tutta la roba e fuggì.
Questa era l'ipotesi di Luiz, il quale indagò, trovò tante prove e impronte. Scoprì dove si nascondeva il criminale, lo fece arrestare e ridiede tutto alla famiglia Robbinson.
Enrico Troia
Le indagini dell'investigatore Dottin
Nel mese d’Agosto in una villa enorme si svolgeva una festa stile anni ’80 con una musica jazz e lenta. Dietro i cespugli si aggirava un ladro molto conosciuto perché aveva già compiuto dei furti, il ladro con un binocolo vide che al momento dei regali la signora Fiore aprì il regalo fatto dal marito, una volta uscito il regalo si vide una collana d’oro con una cascata di diamanti preziosi. La signora Fiore per non rovinare la collana la posò al piano di sopra nel suo comodino. Il ladro, furbo si arrampicò da una scala e arrivò al piano di sopra. Il ladro rubò la collana e scappando, decise di rimanere tra i cespugli per rubare altre cose, ma dopo un po’ si addormentò lì.Finita la festa la signora Fiore chiamò un investigatore perché la collana era sparita. L’investigatore Dottin andò nella villa, cominciò a fare delle indagini e risolvette subito il caso trovando la collana e portando il ladro trovato tra i cespugli in galera.

Rachele Cannistraro