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venerdì 26 maggio 2017

Abbiamo ricevuto un regalo!

La mamma di Laura, la signora Valentina Romano Bentivegna, ci ha fatto un regalo: il nostro lavoro della fine dell'anno quando eravamo in terza! Le avventure di Pokonaso. La ringrazio moltissimo e creò il collegamento qui nel nostro blog, che contiene tutti i nostri lavori di questo quinquennio!
https://youtu.be/EiFVCEs6g0c

venerdì 12 maggio 2017

Arte greca e festa della mamma!❤️

Quest'anno i bambini hanno scelto come oggetto da regalare alla mamma qualcosa che avesse attinenza con la storia studiata. 
Ecco le immagini che documentano le fasi di lavoro.

Potevi scegliere sfondo nero...

Oppure fondo rosso.

Immagine nera per il fondo rosso e viceversa, immagine rossa per lo sfondo nero.



Si passa al decoro perimetrale


Ed ecco alcuni piatti finiti.




Siete bellissimi! 😊 👏🏻
















mercoledì 10 maggio 2017

I figli sono come aquiloni!

Abbiamo letto e commentato la poesia di Erma Bombeck, scrittrice statunitense ed ha stimolato una vivace conversazione, con l'esposizione di molti punti di vista.
Ne condivideremo alcuni.

Così scrive Valerio...
Io mi sento un po' un aquilone. Sempre attaccato alla persona che lo guida che appena leva la mano dal filo, l'aquilone svolazza nell'aria. 
Però secondo me il filo si deve un po' allungare e staccare dalla mano, perché sto diventando grande e io credo che i miei genitori devono farmi fare alcune cose da solo per abituarmi alla vita da grande. 
Detto questo mia madre è una persona speciale che mi aiuta sempre e il mio rapporto con lei non cambierà mai, anche se lascerà il filo.
Valerio Pelleriti

Così scrive Simona 

Per me la mamma è un supereroe, perché quando ho bisogno di lei, lei c’è, quando mi sento sola lei c’è; insomma lei è tutto per me.
Io mi sento un aquilone e temo che quel filo si spezzi perché i miei genitori soprattutto mia mamma si aspetta molto da me e lei pensa che io sia già  molto matura e per alcune cose indipendente e che non ho bisogno di nessuno.
Per loro sono già matura ma io non voglio esserlo così tanto presto, voglio ancora le solite coccole di mamma, ma meno male che c’è mio padre che come ogni papà pensa che sono ancora la sua piccola cucciola, e pensa che non sia pronta a fare già le piccole cose come per esempio rimanere a casa da sola oppure cucinare e altre cose così.
Diciamo la verità ho un papà molto ma molto diverso dalla mamma. 
                                                                                                            Simona Levantino

Così scrive Giorgia...
Per me la mamma è una guida che mi aiuta a imparare quello che si deve fare o no che mi insegna le cose che non so. Io sono ancora un aquilone che piano piano mi alzo nel vento. Io spero che il filo non si spezzi subito, ma non vuol dire che non devo continuare ad alzarm,i anzi in questo periodo noi ragazzini di quasi prima media, crediamo di sapere tutto, ma in realtà noi abbiamo un cervello che ancora si deve sviluppare .I genitori non devono lasciarci più filo solo perchè abbiamo delle teste di coccio e loro si stancano di sentirci lamentare, perchè ancora non siamo del tutto maturi. Il filo si deve lasciare lentamente man mano che i bambini crescono .

Giorgia Puccio

Così scrive Josuva...
Per me la mamma è come un tesoro, una cosa preziosa che ti dà tutto ciò che serve: medicine , cibo , acqua ... Mi sento un po' un aquilone a cui i genitori lasciano il filo troppo velocemente forse perchè si fidano di me. Temo molto che quel filo si spezzi troppo in fretta e che mi  possa sentire abbandonato, però so che devo andare per la mia strada e che loro, i miei genitori resteranno sempre nel mio cuore.
Josuva Jeevan

Così scrive Zaccheo...
Il mio pensiero è quello che io sia un aquilone ma un aaquilone con il filo troppo vicino ai miei genitori che non capiscono che io cresco in fretta. Pensano che io non sia grande abbastanza per determinate cose specialmente mio padre. Mia madre invece è più convinta che io debba imparare a cavarmela da solo. Però essere un po'coccolato non è un dispiacere anche se in futuro dovrò essere più indipendente. Io temo che il filo si spezzi perchè è brutto pensare ad una vita senza genitori ma una vita senza obblighi e raccomandazioni non sarebbe male. Invece parlando della mamma c'è da divertirsi perchè quqndo si arrabbia ci sarebbe da scappare. Ma io le voglio un mondo di bene e secondo me se si dovesse fare una similitudine su di lei io direi che è come un prato verde che offre i suoi alberi che a loro volta fanno frutti per tutti.
Per me la mamma è così!
Zaccheo Picciotto

giovedì 4 maggio 2017

Le vostre letterine...👍🏻


Guardate un po' cosa ho scoperto: l'associazione SPIA ha usato le vostre letterine ancora una volta, e questa volta per le scatolette dei confetti per Prima Comunione!







mercoledì 26 aprile 2017

Nuovi racconti storici!


Ecco a distanza di ben cinque anni siamo pronti a pubblicare altri racconti di stampo storico: son cambiati gli autori, ma le storie sono altrettanto creative e fantasiose! Buon divertimento!

Palermo 26 Aprile 2017

Faustino approfitta della confusione e… ma non la passerà liscia!

Un giorno Faustino, un  ladruncolo, decise di rubare, ma non sapendo precisamente dove. Così Faustino si precipitò al Foro per farsi venire un’idea. Un commerciante disse ad un plebeo che i Patrizi, proprietari della Domus, erano usciti per andare al Pantheon. Faustino sentì le parole del commerciante e si diresse alla Domus. Faustino provò ad entrare dalla porta sul retro ma era chiusa, così vide che la finestra al piano di sopra era aperta. Faustino prese degli scatoloni abbastanza robusti, che aveva trovato nelle vicinanze, li mise in fila e in questo modo riuscì ad entrare. Appena entrato, Faustino cercò qualcosa di prezioso nei cassetti, nell’altare e nella cucina ma non trovò niente. Faustino si fece venire un’idea e provò a cercare nei triclini finalmente trovò qualcosa, un’armilla, un bellissimo braccialetto d’oro. Ma non bastava, così Faustino provò a cercare meglio sull’altare e trovò nuovamente qualcosa,qualcosa di molto prezioso, era una borsa di sesterzi, le antiche monete romane. Faustino era più che soddisfatto così decise di andarsene, ma mentre se ne stava andando dalla Domus, sentì dei rumori e delle voci. Erano i patrizi, erano ritornati dal Pantheon, Faustino era molo preoccupato così si nascose.  Ma non si era accorto che all’ entrata c’era raffigurato un mosaico del cane e c’era anche scritto “Cave canem”, il famoso cartello attenti al cane. Il cane sentì dei rumori e così si precipitò in cucina, dove era nascosto Faustino, il cane lo vide,  abbaiò e gli saltò addosso. I patrizi si accorsero della presenza di Faustino, chiamarono i soldati e lo fecero arrestare. Faustino non la passò liscia!

Simone Buzzanca



martedì 11 aprile 2017

Cari bambini, siete il mio orgoglio!

Carissimi, credo proprio di esserci riuscita!
Quest'anno il programma di Geografia prevedeva lo studio delle regioni d'Italia e, ad inizio d'anno, vi ho consigliato di fare una ricerca a piacere su ogni regione: un monumento, un parco, una manifestazione, un personaggio famoso, una pietanza tipica... insomma una ricerca in libertà. Ci sono riuscita: ormai non ho bisogno di dirlo, agite da soli ed è un piacere ascoltarvi e leggere nei vostri occhi il piacere della scoperta.
Spero tanto che manterrete questa buona abitudine!👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻

Lavoretto di Pasqua

Il 6 Aprile 2017 con la nostra maestra abbiamo pensato che per il lavoretto di Pasqua potevamo fare una pecorella. La maestra ha chiesto aiuto alla mamma di Laura,Valentina, che ha comprato tutti gli ingredienti: zucchero a velo, farina di mandorle, essenza di mandorle e acqua. 

Per prima cosa abbiamo apparecchiato, abbiamo posato tutti gli ingredienti sul tavolo e Valentina, la maestra e anche noi abbiamo mescolato


lo zucchero a velo la farina di mandorle un po' d'acqua e infine abbiamo aggiunto qualche goccia di essenza di mandorle.

Dopo abbiamo impastato e Valentina ci ha spiegato che se maneggiamo troppo la pasta  essa diviene oleosa perciò l' abbiamo lavorata poco. A due a due ci hanno chiamato per potere dare alla pasta la forma di una pecorella.


Dopo il lavoro la maestra ci ha premiato con una pallina di pasta che era buona ma pensando che l'avevamo fatta noi la rendeva ancora più buona.


Il giorno seguente con dei pennarelli di colore alimentare abbiamo definito i dettagli della pecora:il pelo, la bocca e gli occhi. 

Di sicuro l'ultima parte è la più divertente cioè quella dove con lo zucchero si devono incollare ad un vassoietto di cartone la pecora, ormai finita, e degli ovetti. Per dare al tutto il tocco finale abbiamo aggiunto alla pecorella un fiocchetto ed una bandierina. 


Infine l'abbiamo imballato. Tutti non vedranno l'ora di farlo vedere alla famiglia.



Testo di Simone e Zaccheo