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martedì 23 gennaio 2018

I giorni della merla


Siamo a fine gennaio e quindi nel cuore dell’inverno, anche se quest’anno il freddo tarda ad arrivare, almeno in alcune regioni.
Gli ultimi giorni del mese sono detti i giorni della merla.
Secondo la leggenda, i “Giorni” di fine gennaio prendono il nome da una merla bianca che si rifugiò dentro un camino per sfuggire al gelo e trovare un po’ di tepore. Dopo tre giorni uscì dal comignolo, completamente nera. Da allora tutti i merli sono neri. 

La tradizione attribuisce alla “Merla” anche la capacità di prevedere l’andamento delle stagioni successive: se i 3 giorni saranno freddi, la primavera sarà calda e soleggiata. In caso contrario, la primavera tarderà ad arrivare.

domenica 21 gennaio 2018

Piccole cose di scuola: La recensione: La portinaia Apollonia

Piccole cose di scuola: La recensione: La portinaia ApolloniaL’anno scorso con i miei meravigliosi alunni di quinta, abbiamo realizzato questo lavoro.

Avendo come scopo “la recensione “, abbiamo utilizzato un libro della scrittrice Lia Levi, dove in maniera semplice e poco cruenta, si affronta l’argomento della shoa.

sabato 6 gennaio 2018

La befana vien di notte...





La befana è l’ultima festa del periodo natalizio e come dice il famoso proverbio: l’Epifania tutte le feste porta via.
Epifania del Signore
L'origine orientale di questa solennità è nel suo stesso nome: "epifania", cioè rivelazione, col prevalente significato di rivelazione della divinità di Cristo al mondo pagano attraverso l'adorazione dei magi.
I Re Magi non giunsero a mani vuote a Betlemme, per il Re dell’Universo, che si manifestava al mondo (Epifania), gavevano preparato dei doni, che presentarono con immenso onore: l’oro, che indica la regalità di Gesù; l’incenso, il suo sacerdozio; la mirra, usata nella preparazione dei corpi per la sepoltura, l’espiazione dei peccati attraverso la morte.

«Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia.




Ecco qualche poesia, questa in lingua siciliana!
Ca scupa rutta
E na vecchia sottana
Arrivò puru a Befana.
Granni, nichi,
Beddi e brutti
A sta befana
L'aspettanu tutti
E di sta vecchia immuruta
A quasetta
Vonnu  inchiuta
Almenu idda speramu ca porta
Pani, sasizza
Vinu e viscotta.
Vidi però ca si fusti
Birbanti
Arresti cu l'occhi chini
E li manu vacanti.
Ora ca scrissi sta bedda puisia
Auguru a tutti na bona Epifania!




E poi una filastrocca con tante varianti. Noi scegliamo questa

​"La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
il suo sacco è pien di toppe
e le ossa ha tutte rotte."
​"Vien dai monti a notte fonda.
Com'è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene, viene la Befana!"​​


giovedì 28 dicembre 2017

Capodanno e tradizioni!




Tradizioni del Capodanno 
Una delle tradizioni legate a questa festa è quella del vischio, quindi baciarsi sotto il vischio è considerato segno di buon auspicio. A mezzanotte, come brindisi speciale, il bacio sotto al vischio con la persona amata vi porterà amore per tutto l’anno. Il vischio è una pianta benaugurale che dona prolificità sia materiale che spirituale. I fuochi d’artificio, inventati in Cina intorno all’ottavo secolo dopo Cristo sono un’altra tradizione, servivano a scacciare gli spiriti maligni. Sempre dall’antica Cina arriva anche l’usanza di indossare qualcosa di rosso per celebrare l’inizio dell’anno nuovo. Secondo la tradizione cinese, infatti, il rosso è il colore che spaventa Niàn, la bestia divoratrice che, proprio a Capodanno, esce dalle profondità marine per nutrirsi di carne umana. Ma il rosso era considerato di buon auspicio anche nella Roma imperiale: durante le celebrazioni per il nuovo anno, infatti, le donne si vestivano di porpora, il colore del coraggio, della passione, del potere e della fertilità. 
Questa tradizione continua anche oggi: si tratta di un modo per attirare i buoni auspici per il nuovo anno. Per il cenone dunque è d’obbligo un capo di biancheria intima di colore rosso, è diventato un auspicio di fortuna per il nuovo anno.
Un’altra tradizione benaugurante è poi quella di lasciare le finestre aperte alla mezzanotte oppure di gettare le cose vecchie per far spazio ai nuovi progetti. In passato, in Italia e non solo, tanti decidevano di portare a termine questo rito propiziatorio addirittura buttando oggetti ormai inutili dal proprio balcone.

E in cucina non possono mancare le lenticchie, che per la loro forma ricordano le monete, quindi mangiarle porterà  benessere e ricchezza.


mercoledì 20 dicembre 2017

Lavoretti di Natale!



Ecco descrivo qualche lavoretto prodotto con i bambini in occasione del Natale. 
La prima è una sfera per l'albero realizzata con la tecnica del decoupage, in particolare con il tovagliolo.
La sfera, formata da due semisfere, si colora all'interno tamponando quella posteriore con una spugnetta con colore tenue. La parte che deve andare sul davanti, dove si dovrà incollare l'immagine, si deve colorare solo in periferia. Ritagliare l'immagine, togliere tutti gli strati posteriori ed incollare solo lo strato con l'immagine, usando la colla adatta e tamponando delicatamente per togliere le eventuali bolle. Chiudere la sfera con un filo di colla e ricoprire la giuntura con una passamaneria. Decorare, a piacere l'esterno con porporina a piacere. Aggiungere nastri o fiocchi a piacere in alto.

Piccoli decori di das realizzati con formine e decorati a piacere!

Piccola sfera in plexiglas. 
Colorare all'interno solo la parte posteriore ed introdurre, a piacere un Babbo Natale, un alberello, un angioletto, un Bambinello, aggiungere un po' di porporina e richiudere le semisfere. Sulla giuntura incollare una passamaneria, o, come in questo caso, un cordoncino dorato.
Guarnire a piacere.



Piccolo presepino in das, la sacra famiglia realizzata stilizzata con corallini e perline.


Poesie di Natale!

Poesie di Natale
Ho fatto una piccola ricerca tra le poesie di Natale, adatte ai più piccini ed ai più grandicelli.

Gesù piccolino,
più piccolo di me,
mio biondo fratellino,
mi vuoi vicino a te?
lo starò zitto e cheto,
lieto di guardarti un pochino.

Ma come? ...Senza culla? ...
Sulla paglia a dormire? ...
Senza coperta e nulla!...
Ma ti farà morire!
Senti, nel mio lettino 
un po' di posto c'è ...
Oh, fratellino mio,
vieni a dormir con me!


Poesia di Natale 
di Rosa Agazzi 
Alla mamma e al papà
Il giorno di Natale 
è il giorno dei bambini,
dimenticate dunque
se fummo birichini!
Io dico insieme all’Angelo 
a mamma ed a papà:
- Sia pace in terra agli uomini
di buona volontà ! -
E poi dico con l’anima 
al piccolo Gesù:
- A diventare buono.
aiutami un po’ tu !

Lo zampognaro
Se comandasse lo zampognaro
che scende per il viale,
sai che cosa direbbe
il giorno di Natale?
Voglio che in ogni casa
spunti dal pavimento

un albero fiorito
di stelle d'oro e d'argento.
Se comandasse il passero
che sulla neve zampetta
sai che cosa direbbe
con la voce che cinguetta?
Voglio che i bimbi trovino,
quando il lume sarà acceso,
tutti i doni sognati,
più uno, per buon peso.
Se comandasse il pastore
dal presepe di cartone
sai che legge farebbe
firmandola col lungo bastone?
Voglio che oggi non pianga
nel mondo un solo bambino,
che abbiano lo stesso sorriso
il bianco, il moro, il giallino.
Sapete che cosa vi dico
io che non comando niente?
Tutte queste belle cose
accadranno facilmente;
se ci diamo la mano
i miracoli si fanno
e il giorno di Natale
durerà tutto l'anno.

Gianni Rodari

Natale 
Non ho voglia di tuffarmi
in un gomitolo di strade
Ho tanta stanchezza sulle spalle
Lasciatemi così 
come una cosa posata
in un angolo
e dimenticata

Qui
non si sente altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro capriole
di fumo del focolare 

Giuseppe Ungaretti